L’impegno di Acroplastica contro il Covid-19: è nata Proface, la visiera protettiva made in Italy

Per contribuire ad affrontare la crisi creata dal COVID-19 e per limitare il contagio, Acroplastica ha affiancato la produzione di visiere protettive alla storica attività di trasformazione delle materie plastiche di cui è diventata leader a livello internazionale.  In tre settimane sono stati già prodotti 5mila pezzi destinati principalmente alle aziende e ai professionisti la cui attività ne richiede l’uso specifico ed è stata sviluppata la possibilità di stampare visiere personalizzate. Oggi “Proface” – è così che si chiama la visiera di Acroplastica realizzata in Polietilenetereftalato (PET) copolimero – ha ottenuto la certificazione Ce ed è stata categorizzata come Dispositivo di protezione individuale (Dpi).

“Dopo aver visto che per contrastare il COVID 19 c’era bisogno di diversi Dispositivi di protezione individuale – ha dichiarato Daniela Mastrangelo, socia e Responsabile dell’Area amministrativa e finanza di Acroplastica- ho pensato che saremmo stati in grado di realizzare le visiere essendo un prodotto affine alla nostra attività che quindi da metà Aprile è stata implementata. La produzione non si è mai fermata in questi mesi di emergenza e, anzi, siamo riusciti a diversificarla anche a beneficio della comunità. Aver realizzato un prodotto completamente made in Italy ha contribuito a mettere in moto la filiera produttiva del territorio e a dare un po’ di respiro ad altre aziende”.

“Alcune eccellenze del tessile e della plastica della nostra area industriale hanno riconvertito le linee per produrre i dispositivi di cui in questo periodo c’è molta necessità mettendo le proprie competenze imprenditoriali a servizio della collettività – ha dichiarato Raffaela Pignetti, presidente del Consorzio Asi Caserta –. Abbiamo fatto il possibile per accompagnarle in questo percorso e per far sì che la provincia di Caserta diventasse autonoma nell’approvvigionamento di Dpi. Del resto sono sicura che aziende come Acroplastica, o come Finamore che si è riconvertita per produrre le mascherine, abbiano il know-how per portare a frutto i loro nuovi progetti. Il nostro compito sarà ora quello di contribuire a mantenere e sviluppare queste iniziative produttive perché l’uscita dalla fase dell’emergenza sia più veloce”.

 

 

 

 

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