Manutenzione e pubblica utilità, la visita delle Nazioni Unite

“Inizia dall’area industriale della provincia di Caserta il percorso dei detenuti verso una nuova opportunità. Un percorso che li conduce dal carcere all’esterno per svolgere lavori di pubblica utilità, perché nell’impiego al servizio della comunità possano trovare il senso del loro riscatto”. È questo il percorso che sarà presentato alla delegazione delle Nazioni Unite nella visita di due giorni a Caserta organizzata nell’ambito dell’accordo di collaborazione internazionale tra ministero della Giustizia, Unodc e Governo Federale del Messico per approfondire anche il modello adottato dal Consorzio Asi Caserta nell’ambito dei programmi di pubblica utilità. La presidente del Consorzio Asi Caserta, Raffaela Pignetti, ha illustrato i risultati del progetto “Mi riscatto per il futuro” a Martha Orozco, responsabile del progetto “De Vuelta a la Comunidad” degli Stati Uniti del Messico per conto delle Nazioni Unite nella Cooperazione tra i due Paesi, e al direttore dell’Ufficio centrale del lavoro dei detenuti del Dap Vincenzo Lo Cascio. Prima tappa nell’area industriale di Marcianise, dove sono in corso i lavori di manutenzione del verde ad opera dei detenuti coinvolti nel programma.

Qui ha potuto seguire un gruppo di detenuti impegnati nell’ambito del protocollo d’intesa “Mi riscatto per il futuro”, sottoscritto nel dicembre 2019 tra Dap e Consorzio Asi per la promozione e lo sviluppo del lavoro di pubblica utilità a favore della popolazione reclusa.

Successivamente la visita presso alcune aziende e negli istituti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere, Sant’Angelo dei Lombardi e Salerno.

Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere la delegazione ha visitato il laboratorio di sartoria femminile, dove 10 detenute realizzano artigianalmente circa 500 mascherine al giorno e sta per essere avviata una produzione di camici per cucinieri. Nell’istituto è attivo anche un laboratorio sartoriale maschile, dove attualmente sono impegnati 12 detenuti nella confezione di pantaloni e camicie per la popolazione reclusa, mentre altri 7 realizzano zaini (40 al giorno), compresi quelli che saranno distribuiti nel corso del Gran Premio di Formula E in programma a Roma. Entro l’anno sarà avviato un nuovo progetto per la confezione di camicie e delle uniformi per la polizia penitenziaria che alla fine coinvolgerà 100 detenuti. L’ultima visita è stata alla casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, dove lavorano 98 detenuti, sui 133 presenti. Nel carcere ci sono una carrozzeria, un’officina meccanica e un servizio di lavaggio degli automezzi dell’Amministrazione. E ancora una sartoria, dove vengono prodotte le camicie estive e i calzini per il personale del Corpo; una tipografia che serve tutte le necessità dell’Amministrazione in tutta Italia e una lavanderia esterna. Diverse lavorazioni avviate nel tenimento agricolo sono curate dalla popolazione reclusa.

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